Lunga scia di morti lungo la Statale Amalfitana , dal semaforo a Positano alle curve fino a Cetara, sconvolge l’indifferenza delle istituzioni

0
93

Non c’è nulla di peggio dell’ignavia e dell’indifferenza, molte tragedie che contiamo dipendono da questi…

Non c’è nulla di peggio dell’ignavia e dell’indifferenza, molte tragedie che contiamo dipendono da questi mali dell’anima e della società . Lunga scia di morti lungo la Statale Amalfitana , dal semaforo a Positano alle curve fino a Cetara, sconvolge l’indifferenza delle istituzioni e l’ignavia della società civile, cittadini, Chiesa, associazioni  dove altrove ci si mobilita per molto meno. Possibile che noi di Positanonews continuiamo a denunciare un rischio specifico e chiaro e nessuno fa niente? Si dice che si deve aspettare il morto. Ma, prutroppo, c’è stata la tragedia, è morta una ragazza nel fiore degli anni, cosa altro bisogna aspettare? Stasera di nuovo, di sera, nonostante il buio, passa un’auto di grandi dimensioni con il rosso e si trova faccia a faccia con un’altra auto che era passata con il verde, pochi centimetri e ci sarebbe stata un’altra tragedia, e le telecamere che avevamo chiesto all’ANAS? Alla Regione Campania a tutti , dove sono? Ripetiamo ci vuole una guardiania h 24 e telecamere, si mettono queste voci negli appalti, si fanno lavorare altri operai , ed è cosa buona e giusta, e si mette in sicurezza la strada, risparmiando vite e feriti, che portano comunque spese allo Stato, quindi non solo si risparmiano morti e feriti, ma visto che tutto questo porta spese, magari di ospedale, si risparmiano anche soldi pubblici , chiaro o no? Ma mica solo questo, abbiamo scritto e riscritto dei rischi sulla Meta – Amalfi, Tordigliano, Capo d’ Orso, sono sempre quasi gli stessi i punti pericolosi, per non parlare delle motociclette, non c’è nessuna misura per limitarne la velocità . Sicurezza questa sconosciuta…

Quest’anno in un mese due morti, Fernanda a Positano e un altro ragazzo con la moto a Maiori . Ma si può contare almeno un morto all’anno . Una lunga scia di morti in Costiera amalfitana sulla S.S. 163  . Sono tanti , troppi. Due anni fa il giovanissimo Pietro Villani a Praiano, soli 15 anni .  13 aprile 2003 due giovani sono morti,  sempre sulla strada statale 163, nel tratto che collega Meta di Sorrento con I Colli di San Pietro , la Meta – Amalfi  .  Lorenzo Profili, 19 anni e Francesco Russo, di 18. Viaggiavano a bordo di una Polo Volkswagen. Lo scontro frontale al chilometro 3.970 tra la loro auto e un’ Audi A4, a bordo della quale viaggiavano altri tre ragazzi, questo tratto rimane pericoloso e al buio, altri incidenti e petizioni dei cittadini, sulle moto che scorrono veloci e travolgono i residenti, non sono servite a nulla.  Altra tragedia nel 1996 per Anna Iovieno una ragazza di Montepertuso,  a Tordigliano, nei pressi della Madonnina al confine con Piano .  Qualche anno prima, negli anni Ottanta, Paola Pane praticamente nei pressi del semaforo al confine con Tordigliano di Vico Equense. Ancora altri morti, un incidente mortale con le motociclette prima del rettilineo di Positano con due ragazzi morti 9 agosto 2014 tragica scomparsa di due giovani Raffaele Rispoli, ragazzo di Positano, e Vincenzo Veropalumbo, di Scafati. Il 9 agosto entrambi persero la vita sulla Strada Statale Amalfitana 163 nel tratto che dalla costa d’ Amalfi arriva a Piano di Sorrento. Poco è cambiato da allora, anche se c’è stato un accordo fra i comuni di Positano, Vico Equense e Piano di Sorrento. Anche allora Positanonews chiese di far interventi all’ANAS e alle autorità   Altro tragico incidente sulla statale 163 Amalfitana tra i comuni di Positano e Vico Equense, in località Tordigliano. A morire un uomo di 56 anni, Antonino Ercolano, di Positano, titolare di una lavanderia del posto (“Elisa”) con una Honda. Qualche anno primo Giovanna a Laurito, investita mentre scendeva dall’autobus che la portava da Praiano, dove era andata a trovare la nonna. Tanti altri sono precipitati addirittura lungo i tornanti di Tordigliano, per non parlare delle decine di morti fra Maiori e Cetara, in particolare a Capodorso. Migliaia gli incidenti,  molti se la prendono con le  motociclette che corrono, altri con gli  NCC che non rispettano le regole , ma ci sono anche gli autobus su cui puntare il dito

Tanti gravi incidenti racconta la storia della Statale 163 amalfitana negli annali delle cronache, e tutti dovuti ai grossi autobus che proprio per la loro mole sono costretti a invadere la carreggiata o ad avvicinarsi troppo, in fase di manovra, ai pedoni lungo la strada? Quante volte l’asfalto della Costiera amalfitana si è colorato di rosso, trasformando questo tratto che da Vietri sul Mare arriva fino a Positano, da un posto da sogno a un luogo di dolore?  luglio del 2018 un autobus turistico pressa contro la ringhiera (all’altezza dell’hotel Luna) un ragazzo di Ravello di 17 anni viene schiacciato da un autobus fra Amalfi e Atrani . Solo dopo lunghi mesi di degenza e in seguito a delicati interventi chirurgici, Vincenzo Serretiello è tornato a casa, ma ancora oggi è costretto a cure di riabilitazione. Per fortuna la sua vita è salva, ma porterà sul suo corpo gli effetti di una “manovra” di un autobus. Un ragazzo nel pieno della sua giovinezza, si è trovato così dalla spensieratezza dei suoi anni, a convivere con problemi di salute. La sua “colpa” è stata quella di camminare a piedi lungo l’unica strada che collega i borghi costieri. Nel  2000 quando in un pomeriggio di sole – era il 4 maggio – Giuseppina Elefante, proprio nello stesso punto, ad Amalfi, venne schiacciata contro la ringhiera da un autobus tedesco in transito. La donna di 46 anni, perse la vita. Era in compagnia della figlia, che da allora è rimasta senza mamma e insieme ai suoi familiari, con un grande trauma oltre ad un grande vuoto.Ma già quattro anni prima, il 23 aprile del 1994, avvenne un’altra tragedia: Maria Laura Maresca in Porzio, in località Chiesa Nuova di Positano, rimase incastrata tra la fiancata di un bus e il muretto della carreggiata. Morì all’istante. I positanesi ricordano questa disgrazia come un punto di non ritorno, e da allora hanno sempre osteggiato – purtroppo senza risultati – questi torpedoni che con il loro ingombro mastodontico lambiscono pericolosamente cose e vite.Dopo quattro anni, nel 1998, si ripete un caso simile ad Amalfi, nei pressi dell’Hotel Saraceno. Questa volta rimase coinvolta una turista argentina, Cyntia Ramos Salcines. Per liberarla dalla morsa dovettero intervenire i Vigili del Fuoco. Anche su di lei, un trauma che l’ha segnata per sempre. Una vacanza trasformatasi in un ricordo da cancellare. Contro gli autobus c’è stata una levata di scudi e si è avuta una limitazione, ora bisogna far qualcosa contro la velocità e la mancanza di regole, quindi dissuasori e telecamere in punti cruciali, sanzioni certe, potrebbero essere più efficaci di ogni appello

Fonte : PositanoNews.it