Da Positano a Praiano per Agerola lo scempio del “Sentiero degli Dei”, un danno ambientale e turistico immane nelle foto di Fabio Fusco

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Da Positano a Praiano per Agerola lo scempio del “Sentiero degli Dei”, un danno ambientale…

Da Positano a Praiano per Agerola lo scempio del “Sentiero degli Dei”, un danno ambientale e turistico immane nelle foto di Fabio Fusco. Sembra uno “sfregio” fatto da una mano malevola che voleva colpire oltre all’ambiente l’economia del turismo in Costiera amalfitana. Un mese di agosto che ha fatto respirare Positano e Praiano, che sono sicuramente le località che meglio hanno retto alla crisi del coronavirus covid-19 in Costiera amalfitana, ma anche Amalfi e Ravello sono riuscite a resistere.

Proprio quando ci si apprestava a organizzarsi per settembre questo incendio che ha colpito la viabilità, con l’interruzione della S.S. 163 Amalfitana, e la sentieristica con la necessaria chiusura del Sentiero degli Dei.

Due flussi turistici che avrebbero portato sicuramente economia sul territorio che si sarebbe riversata anche sulla Campania e sulle aree limitrofe della provincia di Salerno e Napoli.

Un danno economico incalcolabile, e incomprensibile per chi non conosce il territorio e le sue dinamiche.

Terribile il danno ambientale e naturalistico in un Parco dei Monti Lattari assente, come assente è tutta la politica e un territorio a livello comprensoriale completamente disgregato, ma tremendo anche il danno turistico,

Quei flussi avrebbero fatto bene alle aziende, e agli alberghi che hanno perso decine e decine di prenotazioni, e ai lavoratori stagionali che avrebbero avuto un mese in più di lavoro .

Cui prodest? Diceva il nostro amato Eugenio Scalfari. Ci ha interesse in questa vicenda? C’è chi specula e chi vuole colpire per colpire .

In tutto questo la macchina dei soccorsi ferraginosa, la mancanza della vecchia guardia forestale, competente in materia, ed i servizi della Comunità Montana, l’assenza di prevenzione e monitoraggio che Positanonews chiede da anni e che proprio nelle ultime settimane aveva richiesto con forza, ma inutilmente.

Dopo la rabbia, la disperazione, la consapevolezza dell’inutilità di ogni osservazione, sono 35 anni che scriviamo le stesse identiche parole, condite da più esperienza e consapevolezza, e quindi più amarezza.

Ora non ci resta che piangere su questa profonda ferita che ci fa male nel profondo del cuore

Fonte : PositanoNews.it