Scala / Assisi . Padre Enzo Fortunato il “Ribelle” come Francesco

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Scala / Assisi . Padre Enzo Fortunato il “Ribelle” come Francesco . Riproponiamo oggi che…

Scala / Assisi . Padre Enzo Fortunato il “Ribelle” come Francesco . Riproponiamo oggi che è domenica Un  bell’ articolo che parla del religioso più famoso della Costa d’ Amalfi scritto in punta di penna da Alfonso Sarno su Il Mattino di Napoli, nelle pagine di Salerno.
Scala , Costiera amalfitana . Fu una domanda fatta da suor Marisa, monaca redentorista del Protomonastero di Scala a segnare il futuro di padre Enzo Fortunato, giornalista e scrittore, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi ma, innanzitutto, fedele figlio del Serafico San Francesco che oggi pomeriggio, alle 18, festeggerà nel Duomo scalese dedicato a San Lorenzo il venticinquesimo anniversario di sacerdozio con una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. «Era il 1977 – ricorda il francescano – avevo 11 anni, frequentavo con altri ragazzini il catechismo quando la suora chiese chi di noi volesse seguire Gesù per tutta la vita. In me c’era il germe della vocazione sia pure in modo confuso, quelle parole attraversarono la mia mente come un lampo: entusiasta alzai la mano». Inizio di una vocazione che a 18 anni doveva condurlo nell’altra sua patria ovvero nel paese di San Francesco: «Davo una mano nel ristorante di mio padre ed una sera venne a cena un frate. Mentre lo servivo iniziammo a parlare e mi invitò a vivere una esperienza ad Assisi. Andai e capii che era la scelta giusta. Lì il Signore mi chiamava».
LA FORMAZIONE
Anni ed anni di formazione scanditi dalla preghiera, dallo studio della teologia e della spiritualità francescana poi la professione dei voti religiosi e, cinque lustri orsono, l’ordinazione sacerdotale. Lo scugnizzo della Divina Costa si trasforma così in fra’ Enzo, un giovane minore conventuale pronto ad accogliere «la meravigliosa opportunità regalatagli dalla vita», a donarsi agli altri ed a lavorare affinché il carisma del fondatore fosse sempre meglio conosciuto. «Penso – dichiara – che San Francesco, uomo del 1200, abbia innescato una rivoluzione e precorso i tempi portando la Chiesa nelle piazze per annunciare il Vangelo. Sono, queste, le nuove agorà dove testimoniare una fede coerente con la propria vita consapevoli della fragilità umana e della misericordia divina». Una vocazione che, come tutti i grandi amori è stata attraversata da momenti difficili: «Sono fisiologici ed insiti in qualsiasi scelta esistenziale. Non bisogna spaventarsi e rimanere saldi nella fede. Credo che ognuno di noi tenda naturalmente al bene. L’ho sperimentato come formatore dei nostri postulanti, giovani all’inizio della vita religiosa». Un entusiasmante campo di apostolato lasciato a malincuore per la Sala Stampa: «Non mi sentivo pronto ad affrontare un ruolo così importante; padre Nicola e padre Giulio, i confratelli che mi avevano voluto ed affidato il servizio, nel darmi le consegne mi chiesero una sola cosa, d’essere disposto anche a soffrire. Ed è vero: di legno o di ferro, ognuno ha la sua croce». Grazie alla sua missione il carisma e la figura del Patrono d’Italia sono stati riscoperti imponendo Assisi quale una delle capitali della pace e dell’accoglienza.
L’OASI SPIRITUALE
Oasi spirituale per pontefici, Capi di Stati, artisti sempre disponibili ad aderire alle importanti manifestazioni di continuo organizzate. Sorride fra’ Fortunato mentre racconta la voglia di assoluto di tante pop star dello spettacolo: «Sì, in loro il bisogno di fede è molto forte. Lucio Dalla volle vivere fino in fondo la sua esperienza in convento e la mattina era in coro con noi a cantare i Salmi; Bruce Springsteen mi soprese dicendo che la Basilica è affrescata con i colori della Resurrezione; lo stesso, gli risposi doveva essere la nostra vita». Infine, l’indimenticato Fabrizio Frizzi che gli chiedeva sempre di pregare per lui. Venticinque anni di vita racchiusi nella frase di son Oreste Benzi in calce dell’invito: «Per stare in piedi occorre saper stare in ginocchio Non aver paura del male che c’è nel mondo ma abbi paura del bene che manca. Chi potrà impedirti di fare del bene?». «È una delle mie regole conclude padre Fortunato e cerco di attuarle come comunicatore e religioso impegnato nella Chiesa ed in missioni di pace in tutto il mondo ed accanto ai poveri. Tempo libero? Ne ho pochissimo, lo passo leggendo; appena posso torno nella mia Scala, il paese più antico della Costiera amalfitana dove, pochissimi lo sanno, San Francesco apparve ad una religiosa redentorista».

Fonte : PositanoNews.it