“Santa Ildegarda di Bingen, tra mistica e terapia naturale”

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Il 19 gennaio, alle ore 17,30 don Marcello Stanzione ci parlerà di “Santa Ildegarda di…

Il 19 gennaio, alle ore 17,30 don Marcello Stanzione ci parlerà di “Santa Ildegarda di Bingen, tra mistica e terapia naturale”, presso il Circolo dei Templari di Salerno.
Introdurrà il pianista-compositore Enzo Manuel Siani con brani orginali dell’autore.

Santa Ildegarda di Bingen, badessa benedettina vissuta tra il 1098 e il 1179, è una figura dalla personalità straordinaria. Il suo eclettismo, la sua capacità di approfondire – con una visione, una conoscenza e una modernità del tutto insolite per la sua epoca e uniche in senso assoluto – il mistero dell’esistenza umana che resta, per l’uomo comune, insondabile oggi come all’epoca, la rendono una delle figure più importanti del nostro Medioevo, una delle donne più intelligenti della storia.

Ultima figlia di una famiglia aristocratica, entrò in convento all’età di 8 anni e vi rimase fino alla morte, avvenuta all’età, per quei tempi straordinaria, di 81 anni, fatto ancor più sorprendente se si pensa che Ildegarda fu sempre di salute cagionevole.

Fu consigliera di papi e imperatori e dei grandi potenti del suo tempo. Spirito anticonformista, non esitò a opporsi alla Chiesa ufficiale e a denunciarne la corruzione. Pur da monaca benedettina votata alla clausura, svolse viaggi di predicazione e fondò tre monasteri: una vera guerriera, a conferma del significato stesso del suo nome che vuol dire “protettrice delle battaglie”.

Ildegarda fu anche una mistica: tutta la sua vita fu accompagnata dal dono profetico delle visioni e i suoi scritti, come lei tiene a sottolineare, sono frutto della voce divina.

Ildegarda sapeva che la Chiesa considerava con molto sospetto qualsiasi forma di misticismo, visione o profezia ed era cosciente del rischio che correva se avesse divulgato le sue visioni. Le tenne per sé fino all’età di 42 anni, quando la “Luce vivente” le intimò di scrivere ciò che vedeva.

A quel tempo, Ildegarda – proprio per questa lotta interiore tra il desiderio di divulgare e la paura di farlo – era allettata, impossibilitata a portare avanti le grandi incombenze del monastero. La Luce vivente le comunicò che l’unico modo per riprendere in mano la sua vita era seguire la strada che le era stata indicata.

Così Ildegarda chiese e ottenne la protezione di Bernardo di Chiaravalle cui raccontò delle visioni, ponendosi come umile creatura al servizio di Dio. Bernardo la tranquillizzò, la incoraggiò e la incitò a rivelare ciò che le veniva detto e che percepiva durante le sue visioni, procurandole l’avvallo autorevole di papa Eugenio III.

Ildegarda fu così in grado, aiutata da Volmar che fungeva da segretario, dalla consorella Riccarda e, più tardi, da Guilberto di Gembloux, di dedicarsi alla stesura delle sue tre opere visionarie e profetiche: Scivias, Liber Divinarum Operum e Liber Vitae Meritorum.

A queste se ne aggiungono altre, alcune delle quali frutto di uno studio tanto approfondito quanto concreto della Natura e dei suoi impieghi in medicina, come il Liber Subtilitatum Diversarum Naturarum, in seguito diviso in Physica e Causae et Curae.

Il primo è a carattere enciclopedico-fisico-naturalistico, il secondo a carattere medico-fisiologico-cosmologico ed è tuttora utilizzato dalla medicina olistica.

Famosi sono ancora l’Ordo Virtutum, la prima sacra rappresentazione del Medioevo, la Symphonia Harmoniae Celestium Revelationum, ovvero le liriche musicate da Ildegarda e il grande Epistolario, oltre ad altre opere minori.

Ildegarda morì il 17 settembre 1179, divenuto in seguito giorno della sua venerazione.

Nell’occasione, il monaco Teodorico descrive un segno prodigioso,simile alle sue visioni “In cielo apparvero due archi luminosissimi. Coprivano un grande tratto e si stendevano verso i quattro punti cardinali… Nel punto di incontro dove i due archi si incrociavano, brillava una chiara luce lunare… In questa luce si vide una croce rilucente di rosso che, dapprima era piccolissima e poi assunse dimensioni gigantesche…” (Vita,III,2,58).

Il 10 maggio 2012 si è avuta la canonizzazione di Ildegarda: papa Benedetto XVI ha esteso il culto liturgico alla Chiesa Universale, iscrivendola nel catalogo dei Santi.

Nell’ottobre 2012, Santa Ildegarda di Bingen è stata dichiarata Dottore della Chiesa Universale.

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Fonte : PositanoNews.it