Ravello Festival di Felicori, un flop. Il commissario dovrebbe fare altro e qualcuno perde la testa. Una volta era un orgoglio

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Il Ravello Festival una volta era un orgoglio per la Costiera amalfitana e per la…

Il Ravello Festival una volta era un orgoglio per la Costiera amalfitana e per la Campania, un modello per l’ Italia. Il Sud che fa cultura ed emerge in Europa, un modello di organizzazione. Ora basta andare sui social network , su Facebook, e vedere i commenti per capire che aria tira fra i ravellesi, molti indignati per questo andazzo. Ma anche in Costa d’Amalfi tanti sono delusi , si sa poco o niente di quello che succede degli eventi. E , per sgomberare il campo da ogni dubbio, non parliamo solo dell’online. Una volta  c’erano brochure , riviste, addirittura un quotidiano, poi settimanale, il “Ravellotime” , per chi se lo ricorda, fatto in collaborazione con l’Azienda di Soggiorno e Turismo. Una rivista online e cartacea, in inglese e italiano,  che veniva distribuita capillarmente. Ora la comunicazione è raffazzonata, superficiale, standardizzata, non vi è creatività , ne fantasia. Non vi è quell’entusiasmo di una volta. L’organizzazione del lavoro, tanto cara a Domenico De Masi,  è andata a farsi benedire. Ma anche lo sguardo verso le future generazioni, i corsi di formazione, la scuola dedicata a “Lisa Mascolo” , di cui dubito che il Commissario sappia cosa fosse, non vediamo più nulla di tutto questo. Ma il commissario Felicori cosa è venuto a fare a Ravello? De Luca da Napoli, dopo Caserta, lo ha mandato a fare il commissario per uno statuto per il quale ci vogliono 48 ore o 48 mesi? Uno che non sa neanche che noi per destagionalizzazione intendiamo da novembre in poi e non fino a novembre, che ci sta fare qui? E tante persone che perdono la testa nei bar invece di blaterare a vuoto, se ne andassero da dove sono venuti, senza creare danni a una Città che da sola fa turismo e insegna al mondo a farlo. Mettete le cose a posto e fate lavorare per bene i ravellesi e i cittadini della Costiera , evitando di fare queste uscite  pubbliche insensate che solo i ravellesi autentici hanno fatto zittire.  Il Ravello Festival non è solo fare quattro concerti a Villa Rufolo, clonare i successi del concerto di mezzanotte, che è straordinario proprio perchè unico, il Ravello Festival ha un’anima che viene da lontano, dall’antica e atavica capacità dei ravellesi di fare grande il loro paese. E oggi non è mai sceso così in basso, anche sulla piazza, sia mediatica che reale.

Michele Cinque

Fonte : PositanoNews.it