Agerola. “Fior di latte e Provolone del monaco?” Senza latte del territorio. Il post virale di Vincenzo Apuzzo

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Agerola , Costa d’ Amalfi . “Fior di latte e Provolone?” Senza latte del territorio….

Agerola , Costa d’ Amalfi . “Fior di latte e Provolone?” Senza latte del territorio. Il post virale di Vincenzo Apuzzo. Si discute sui social netowrk e cosi nel paese che si affaccia sulla Costiera amalfitana, la Svizzera della Campania, cuore della Gastronomia dei Monti Lattari, qualcuno esprime il suo disappunto .. Infatti molto latte verrebbe da fuori, dalla Germania , ma non solo la riflessione è abbastanza dura , anche se non riteniamo che non si possa generalizzare e non tutti sono così

“Tutti siamo cresciuti avendo un sogno nel cassetto. Il mio era quello di avere un’azienda agricola ad Agerola, tanto da iscrivermi ad un università per capire come svolgere al meglio il mio lavoro. In questi giorni ho sentito parlare molto delle tradizioni e dei prodotti tipici. Sapete cosa penso? È tutta una messa in scena. Girando per Agerola le mucche che si vedono si possono contare sulle dita delle mani. E vorremmo parlare di Fior di Latte e Provolone del Monaco? Ma per favore! Lo stesso prodotto di Agerola si può produrre ovunque, non c’è differenza, dato che le materie prime vengono tutte da fuori paese. Lo stesso vale per l’agricoltura: ormai è rimasto solo qualcuno che coltiva qualcosa per sé; i restanti non fanno altro che arrecare danno inquinando la terra e le falde acquifere: basta vedere il numero di malati di tumore, in percentuale superiore a quello di città. Tutto questo mi va bene, io sono tra i tanti che non gode di alcun beneficio dal turismo presente ad Agerola, non mi lamento per questo. Però sentire che ad Agerola ci sono “fiumi di latte bianco e spumeggiante” mi fa ridere da una parte e piangere da un’altra. Se penso al mio passato, sento parlare di prodotti tipici e vedo piante di pera pennata che stanno appassendo senza che nessuno cerchi di capire se si può fare qualcosa. Lo stesso vale per le noci i castagni: tutto abbandonato a parte qualche appassionato. Mi fermo perché potrei scrivere per ore. Vorrei dire a certe persone: “MA FATEMI IL PIACERE”. Quando sono stato costretto a vendere gli animali ho detto che era venuto il mio turno, poi sarebbe toccato ai caseifici e ai macellai perché non si può imbrogliare all’infinito!”

Fonte : PositanoNews.it